In Italia 1,7 mln donatori di sangue, il 14 giugno Giornata Mondiale

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Il 14 giugno al ministero della Salute convegno sulla promozione della donazione di sangue. Ozino Caligaris (Fidas): “Italia modello esemplare, ma bisogna preservare l’autosufficienza”. L’invecchiamento della popolazione richiede un costante turnover di volontari (RED.SOC.)

ROMA – Non solo ringraziare chi dona il sangue e permette ogni giorno di salvare delle vite, ma anche tracciare un bilancio della situazione in Italia: queste sono le parole d’ordine del convegno che si terra’ il 14 giugno a Roma presso il ministero della Salute, in occasione della Giornata mondiale del donatore di sangue. Le associazioni e le federazioni dei volontari del sangue incontreranno il ministro della Salute Beatrice Lorenzin per celebrare i donatori italiani e per tirare le somme della donazione del sangue nel nostro Paese, al fine di migliorare l’accesso al sangue e agli emocomponenti e continuare a garantire un’autosufficienza che fa dell’Italia un esempio virtuoso nel contesto europeo.

“Cosa sai fare? Dona il sangue. Dona adesso, dona spesso”: lo slogan scelto quest’anno dall’Organizzazione mondiale della sanita’ per la campagna di sensibilizzazione alla donazione si focalizza sulla necessita’ di mantenere un flusso costante e consistente di sangue ed emocomponenti. Ogni sistema sanitario, infatti, per essere efficace deve consentire un accesso sicuro e garantito alle scorte di sangue, visto che il sangue e’ fondamentale sia per gli interventi ospedalieri che rendono necessarie le trasfusioni sia per ogni tipo di emergenza, dagli incidenti stradali alle calamita’ naturali. Mentre in alcuni Paesi e’ ancora difficile garantire una sufficiente disponibilita’ di sangue ed emoderivati, l’Italia si trova in una situazione di autosufficienza.

“Nel nostro Paese la terapia trasfusionale rientra tra i livelli essenziali di assistenza e grazie alla presenza di 1 milione e 700 mila donatori volontari e’ un esempio a livello internazionale – afferma Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale della Fidas (Federazione italiana associazioni donatori di sangue) – Tuttavia, l’invecchiamento della popolazione richiede un costante turnover di nuovi volontari del dono. Inoltre occorre tenere costantemente sotto controllo l’effettivo consumo di emocomponenti e medicinali plasmaderivati del Paese”.

Dello stesso avviso e’ il ministero della Salute, che incontrera’ i responsabili delle associazioni e delle federazioni italiane, insieme ai rappresentanti del Comitato olimpico e del ministero della Pubblica istruzione, nella Giornata mondiale del donatore di sangue: un plauso all’impegno di chi garantisce volontariamente un costante flusso di risorse di sangue ed emocomponenti, ma anche un’occasione per fotografare la situazione in Italia e per elaborare le strategie necessarie a consolidare e potenziare il sistema delle donazioni nazionali. (Simone Lippi Bruni) (www.redattoresociale.it)

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