Schizofrenia. In Italia ha un peso economico di 3mld di euro

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Le malattie psichiatriche colpiscono la popolazione in eta’ giovanile, “tanto che il 90% di questi soggetti perde il lavoro o non ha mai iniziato un’attivita’ lavorativa.

Il peso economico che ne deriva e’ enorme per la societa’, chiamata a fornire a persone giovani prestazioni per tutto l’arco della vita”. Inizia cosi’ il suo intervento Francesco Saverio Mennini, research director dell’Universita’ degli studi di Roma ‘Tor Vergata’, parlando dell’impatto economico della schizofrenia sul sistema previdenziale, sociale e sanitario. “Il peso economico complessivo della schizofrenia in Italia si aggira sui 3 miliardi di euro, 2,7 per la precisione- prosegue lo studioso, intervistato dalla DIRE- e sono egualmente suddivisi: 50% in costi sanitari diretti e 50% in costi indiretti, dove la spesa pensionistica la fa da padrona insieme alla perdita di produttivita’”.

Per quanto attiene, invece, l’applicazione economica del modello MoMA (Modello di Management del percorso di cura del paziente affetto da schizofrenia), Mennini aggiunge: “Dalla valorizzazione economica dell’implementazione di un programma siffatto siamo riusciti a calcolare che ci potrebbe essere una riduzione di costi pari a circa 90 milioni di euro ogni anno”. Il MoMa e’ “un approccio terapeutico integrato con tutti gli operatori del settore, che permette di seguire dei percorsi diagnostico terapeutici corretti che diano la possibilita’ ai pazienti di accedere repentinamente ai nuovi trattamenti farmacologici con i ‘LAI’ di seconda generazione. Data la loro efficacia- conclude- puo’ abbattere del 90% l’ospedalizzazione e ridurre del 50% l’utilizzo di altri farmaci psichiatrici che non sono i Lai di seconda generazione”. (Rac/ Dire)

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