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Infermiere forense, una scelta ingiusta e non condivisa

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L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bologna ha inviato una lettera alla presidente della Federazione nazionale Ordini Professioni Infermieristiche in merito al Protocollo d’intesa sottoscritto dalla stessa con il Consiglio nazionale forense e il Consiglio superiore della magistratura, per determinare i titoli necessari affinché gli infermieri abbiano accesso agli albi di Perito e di Consulente tecnico nei tribunali della Repubblica.

Gentilissima presidente,

abbiamo appreso dagli organi di informazione la notizia della sottoscrizione da parte dell’Ordine di cui facciamo parte di un protocollo d’intesa con Consiglio nazionale forense e Consiglio superiore della magistratura.

In base a questo atto, tra le altre cose, per accedere agli albi di Perito e di Consulente tecnico nei tribunali della Repubblica sarà richiesta la laurea magistrale, senza riconoscere alcun valore al master in infermieristica legale e forense, frequentato e concluso con successo in questi anni da numerosissimi infermieri.

Nel merito fatichiamo a comprendere le ragioni di una scelta con cui il nostro Ordine dimostrerebbe di non tenere in alcuna considerazione le scelte compiute da tanti colleghi per migliorare il proprio profilo professionale e le proprie competenze, vanificando i sacrifici compiuti e i traguardi con merito conseguiti, ovviamente se le notizie che abbiamo letto fossero corrette.

Proprio quest’ultimo elemento costituisce per noi un’aggravante e un errore di metodo su cui riteniamo necessario ricevere chiarimenti. Nell’Ordine, così come lo abbiamo tutti insieme voluto e costruito, il presidente ha l’onere di rappresentare gli infermieri – tutti gli infermieri – ma non ha il potere di decidere da solo per tutti, fatte salve le situazioni di emergenza.

Non ravvisando in questa sottoscrizione alcun motivo d’urgenza, le chiediamo in quali sedi si è discusso di questa scelta e quale organo l’ha validata. Noi crediamo nel dovere della maggioranza di governare, ma insieme anche nel suo dovere di accettare il confronto e di dare ad ognuno la possibilità di esprimersi, proprio per poter assumere decisioni più efficaci, perché capaci di tenere in considerazione in un modo o nell’altro il parere di tutti.

Auspicando di ricevere i necessari chiarimenti, le auguriamo un buon lavoro per il futuro e le prospettive della nostra professione

per il Consiglio direttivo OPI Bologna

il presidente Pietro Giurdanella

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