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Sei in sovrappeso? Hai più probabilità di diventare un fumatore. Oppure di esserlo già

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In sovrappeso, col rischio (aumentato) di diventare pure fumatori. Avere un girovita troppo largo – «Per essere al sicuro quello delle donne non deve superare gli 80 centimetri, mentre per gli uomini si può arrivare a 94», ricorda Antonio Moschetta, ordinario di medicina interna all’Università di Bari, nel suo primo saggio: «Il tuo metabolismo»  è già di per sé un fattore di rischio che aumenta le probabilità di insorgenza di malattie cardiovascolari e di diversi tumori. Ma c’è di più. Chi convive con i chili di troppo è infatti più esposto all’eventualità di diventare fumatore. O, se già lo è, di vedere crescere i consumi di sigarette.

L’effetto sulla salute, a quel punto, rischia di essere senza ritorno. Il fumo e i chili in eccesso costituiscono infatti i primi fattori di rischio più importanti a cui l’uomo si espone in maniera volontaria e spesso consapevole. Tornare indietro è il primo passo da compiere per vivere in maniera sana e candidarsi a un’esistenza più duratura.

Attingendo alle informazioni contenute in due biobanche in cui sono custodite (anche) informazioni genetiche relative all’eccesso ponderale, i ricercatori di Lione hanno voluto indagare la relazione tra l’obesità e alcune abitudini correlate al fumo: ovvero l’età di inizio, i consumi di sigarette e l’impatto rispetto alla cessazione. L’analisi epidemiologica ha fatto emergere un’evidenza chiara e solida, visto che il campione considerato era composto da oltre 430mila persone.

All’aumentare dei chili, corrisponde una maggiore probabilità di essere fumatore. Inoltre al crescere dell’indice di massa corporea (parametro che dà un’idea del grado di sovrappeso o di obesità di una persona), della percentuale di grasso corporeo e della circonferenza vita, sono risultate aumentate le probabilità di essere di fronte a un fumatore più incallito.

Tradotto: maggiore è il peso di una persona, più alta è l’eventualità di trovarsi di fronte a un fumatore abituale. Secondo gli autori della ricerca, «il legame tra grasso corporeo ed esposizione al tabacco può originare da una base biologica comune a tutti i comportamenti di dipendenza, che porterebbero chi mangia di più a cercare sollievo e appagamento anche dalla nicotina».

La relazione tra fumo e peso corporeo poggia dunque con ogni probabilità su basi genetiche comuni ed è sicuramente più complessa rispetto a quanto noto finora. È noto infatti che i fumatori hanno un peso corporeo inferiore in media rispetto ai non fumatori, probabilmente a causa del ridotto appetito, e che si tende ad aumentare di peso dopo aver smesso di fumare: in media prende tra i quattro e i cinque chili nel giro di un paio di settimane.

Tuttavia, tra i fumatori, quelli che fumano in maniera intensa tendono anche a pesare di più. L’ultima evidenza potrebbe dunque contribuire a ridimensionare una delle paure – quella di ingrassare – che attanaglia i fumatori che si dichiarano pronti a smettere. La conseguenza è dovuta a un rallentamento del metabolismo basale, che fa il paio con la ricerca nel cibo dell’«appagamento» prima ottenibile attraverso le sigarette.

Ma la scienza non ha mai dimostrato in maniera lineare la correlazione. Non si può pertanto stimare se e quanti chili si aggiungeranno al peso di una persona che smette di fumare. Né è il caso di rinunciare alla possibilità di abbandonare il vizio per la paura di vedersi un po’ più «rotondi»: cosa peraltro evitabile ricorrendo a spuntini frequenti e poco calorici (frutta e verdura) con i quali alleviare la mancanza della sigaretta e impegnando il tempo libero incrementando (o iniziando) l’attività fisica. La relazione tra fumo e obesità è complessa, ma una cosa è certa: non fumare aiuta a stare meglio. E, con ogni probabilità, anche a piacersi di più davanti allo specchio.

Fonte La Stampa

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