Il diabete di tipo 1: un video lo spiega ai bambini

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Il diabete di tipo 1 è una malattia caratterizzata dall’impossibilità delle cellule di usare gli zuccheri (che si accumulano nel sangue) a causa della mancata produzione di insulina da parte delle beta cellule pancreatiche che vengono distrutte dal proprio sistema immunitario

Può colpire persone di ogni età ma si presenta maggiormente nella fascia compresa tra 0 e 30 anni di età, con due picchi di incidenza uno attorno ai 5 anni e uno più importante tra i 10 e i 12 anni, durante lo sviluppo puberale.

In Italia l’incidenza annuale (numero di nuovi casi in un anno) è diversa da regione a regione; in Lombardia questa incidenza è di 10-12 casi ogni 100.000 abitanti/anno, mentre in Sardegna è circa cinque volte tanto. L’incidenza del diabete infantile presenta una crescita costante in particolare nei bambini inferiori a 5 anni.

 

Le cause

Il Diabete mellito di Tipo 1 è determinato dalla distruzione delle beta cellule che producono insulina, presenti nelle Isole di Langherans del pancreas. Ciò conduce a una progressiva diminuzione della produzione di insulina, con il conseguente incremento dei livelli di glucosio nel sangue. Si tratta di una malattia autoimmune.

Il sistema immunitario, che ha la funzione di difenderci dagli agenti estranei all’organismo, come batteri e virus, risulta alterato per cui produce autoanticorpi che distruggono le beta cellule. Questo processo è molto lento e può richiedere anche 5-10 anni o più per giungere a termine. In questo intervallo di tempo è possibile, con un semplice prelievo di sangue, cercare gli autoanticorpi per individuare i soggetti a rischio di sviluppare il diabete. I ricercatori hanno focalizzato il loro interesse su questi soggetti nella speranza di individuare un farmaco o una vaccinazione in grado di fermare il meccanismo autoimmunitario e bloccare o ritardare lo sviluppo del diabete; ad oggi però sono possibili solo protocolli sperimentali, l’efficacia dei quali deve essere ancora dimostrata.

 

Come si manifesta?

Nel Diabete di Tipo 1, a causa della insufficiente produzione di insulina, i livelli di zucchero nel sangue aumentano progressivamente.

Questo dà luogo a una serie di manifestazioni cliniche abbastanza evidenti. L’organismo è dotato di una serie di sistemi di allarme: uno di essi si attiva quando la glicemia (concentrazione di glucosio nel sangue) supera il valore di 180 mg/dL determinando l’eliminazione degli zuccheri in eccesso con le urine.

Dal momento che lo zucchero ha bisogno di molta acqua per essere diluito, compare frequentemente come primo sintomo la poliuria, cioè l’emissione di elevate quantità di urine. Quando i livelli di glicemia sono molto alti è necessario alzarsi per urinare anche durante la notte: questo sintomo è chiamato nicturia. Poiché vengono persi molti liquidi con le urine, questi devono essere reintegrati; ecco allora che si associa un altro sintomo detto polidipsia, ovvero una sete intensa.

Come abbiamo visto, con le urine vengono perse importanti quantità di liquidi che determinano secchezza della cute e delle mucose, cioè disidratazione. Inoltre le urine molto zuccherine sono un ottimo terreno di coltura per batteri o funghi e ciò facilita le infezioni delle vie urinarie e vaginali.

La perdita di peso è spiegata dal fatto che le cellule, pur disponendo di livelli elevati di zucchero nel sangue, a causa della mancanza di insulina, non lo possono utilizzare, quindi sfruttano fonti energetiche di seconda scelta come grassi di deposito e proteine muscolari. A questo punto si comprende bene come, non potendo usare gli zuccheri e consumando pian piano le riserve a disposizione, l’organismo risponda con una fame intensa detta polifagia.

La notevole perdita di energie è causa di un’intensa stanchezza pur in assenza di attività fisica. I grassi utilizzati come carburante ‘di seconda scelta’ producono delle scorie: i corpi chetonici (come l’acetone), che vengono eliminati attraverso le urine (chetonuria o acetonuria) e nell’aria espirata (l’alito acetonemico con il caratteristico odore di frutta matura). Se questo processo dura a lungo l’acidità del sangue continua ad abbassarsi, e si determina chetoacidosi, una grave situazione acuta che richiede il ricovero ospedaliero urgente.

 

Terapia

Alla diagnosi di Diabete di Tipo 1 è indicato il ricovero in un reparto pediatrico in cui sia presente un team (medico, infermiere, dietologo, psicologo-educatore) specificamente preparato per la cura dei bambini con diabete.

Lo stesso gruppo di specialisti seguirà il bambino nei controlli ambulatoriali.

La terapia del diabete non si conclude con il ricovero ma deve essere continuata nella vita di tutti i giorni. Il bambino e la sua famiglia sono quindi i protagonisti della gestione del diabete. La cura del diabete si basa su quattro cardini: educazione all’autocontrollo; terapia ‘sostitutiva’ mediante somministrazione di insulina; adeguata alimentazione; attività fisico-sportiva regolare. Scopo della terapia è ottenere il pieno benessere psicofisico del ragazzo e un’efficace prevenzione delle complicanze del diabete grazie a un buon controllo glicometabolico, cioè della glicemia e di tutto il metabolismo. Prevenire significa evitare la comparsa o rallentare l’evoluzione delle complicanze micro e macrovascolari che potrebbero condurre a un deterioramento della qualità di vita del soggetto con diabete.

Scopri di più Vademecum del giovane con diabete

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Fonte: sito web DiabeteItalia

 

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