Mascherine ad alta protezione KN95 per i liberi professionisti iscritti OPI Bologna

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L’Ordine degli Infermieri di Bologna mette a disposizione gratuitamente dei propri iscritti in possesso di partita iva personale attiva e che esercitano la professione in attività libero professionale, mascherine KN95. La quantità messa a disposizione sarà valutata in base alle richieste che perverranno.

Le mascherine fanno parte della dotazione ricevuta dall’OPI di Bologna dalla Protezione civile grazie a un accordo con la Federazione Nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), una parte delle quali sono state donate alle Aziende Usl di Bologna e di Imola per soddisfare il bisogno dei professionisti nella rete delle cure territoriali, domiciliari e nelle RSA (LEGGI).
Grazie alla disponibilità del laboratorio istituito presso il Policlinico di Sant’Orsola diretto dal professor Violante è stato eseguito un test su un campione di mascherine confermandone l’idoneità. Le mascherine KN95 sono equiparate, infatti, a quelle più note FFP2 in quanto il Comitato tecnico scientifico istituito dalla Protezione Civile, proprio durante le prime settimane dell’emergenza COVID-19 ha consentito l’utilizzo di presidi in conformità di standard di altri Paesi (FFP2 Europa, N95 USA, KN95 Cina).

AGGIORNAMENTO VENERDI 1 MAGGIO 2020: l’OPI di Bologna mette a disposizione degli infermieri libero – professionisti iscritti anche delle mascherine chirurgiche ricevute da una donazione del Comitato Unico delle Professioni della regione Emilia Romagna (LINK). La quantità messa a disposizione per ogni professionista sarà valutata in base alle richieste che perverranno.

Per fare richiesta bisogna inviare una mail alla segreteria OPI info@opibo.it.

 

Bologna, 24/04/2020. COVID-19. Ospedale Bellaria. Pad.G. Ordine delle Professioni Infermieristiche Bologna rappresentato dal presidente Pietro Giurdanella e dei membri del Consiglio dona tablet e mascherine ai reparti COVID-19 alla presenza della Commissaria Straordinaria Chiara Gibertoni. Foto Paolo Righi

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