OPI Bologna: “Gli infermieri garanti del processo assistenziale”

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La gestione dell’emergenza pandemica, dopo oltre un anno di contrasto all’interno degli ospedali e negli istituti di cura, è incentrata oggi sulla campagna vaccinale.

Dopo il susseguirsi dei tanti ritardi per la mancanza di dosi di vaccini, abbiamo di fronte obiettivo di vaccinare l’80% della popolazione entro l’estate. Un obiettivo ambizioso, ma necessario che richiede uno sforzo corale, organizzativo, umano e professionale senza precedenti.

Il Decreto Sostegni del Governo Draghi dispone, per la campagna vaccinale, il superamento del vincolo di esclusività per gli infermieri che lavorano nel pubblico impiego: gli oltre 270 mila infermieri che operano negli ospedali pubblici possono essere coinvolti fin da subito. A distanza di oltre un mese, nessuna Regione ha attuato tale disposizione e ciò può avere ricadute negative se vogliamo contrastare efficacemente la pandemia.

Ecco: chiediamo con forza al Governo di rendere operativa la norma contenuta nel Decreto Sostegni a livello regionale e locale. Al contempo chiediamo ad ogni singola regione di creare degli elenchi per reclutare infermieri in libera professione che possano garantire il governo del processo vaccinale: dall’arruolamento alla somministrazione del vaccino.

Molti infermieri sarebbero subito disponibili per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di vaccinare 500mila cittadini al giorno.

L’atto vaccinale non può essere rappresentato meramente come l’esecuzione di una puntura, ma richiede, in realtà, un’organizzazione complessa e puntuale, che consiste nella presa in carico di ogni singolo cittadino e si estrinseca con l’informazione alla persona, l’accoglimento e l’accompagnamento nella gestione delle sue paure e delle sue fragilità.

Tutte queste funzioni sono prerogative degli infermieri ben descritte nel modello infermieristico del Care Management: un modello da cui partire per implementare la complessa organizzazione oggi messa in campo negli hub vaccinali. E’ proprio grazie a questa organizzazione che finora è stata resa possibile la somministrazione della prima dose di vaccino ad oltre 10 milioni di cittadini.

Anche in questo caso non dobbiamo fare l’errore, come già visto in alcune regioni, di pensare in un’ottica di singole prestazioni da erogare in maniera meccanicistica ma evidenziare che una presa in carico e la gestione delle risposte ai bisogni del cittadino, della famiglia e della comunità, deve essere preceduta e seguita da una valutazione professionale che rappresenta il senso dell’assistenza infermieristica alle persone, in ogni loro contesto e secondo i principi della professione d’aiuto.

Il Consiglio Direttivo OPI Bologna

 

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