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Le 10 regole per immersioni sicure

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Una vera e propria passione che si estende sempre di più tra gli italiani. L’immersione nei fondali marini, in Italia o all’estero, è sempre più praticata dagli italiani in vacanza. Tra i coralli, per nuotare tra pesci e tartarughe.

1. Frequenta corsi di immersione, di primo soccorso, anche con ossigeno, e di aggiornamento con istruttori qualificati.

2. Sottoponiti a controlli medico-subacquei annuali, anche dopo malattie e infortuni o se devi assumere farmaci. Ricorda di compensare adeguatamente per non mettere a rischio le orecchie. Gli infortuni più comuni – i barotraumi dell’orecchio e dei seni paranasali – hanno a che fare, infatti, con la pressione. I sintomi da non trascurare sono malessere, da lieve a forte dolore, ronzio, udito ovattato, nausea, vomito, vertigini. In questi casi bisogna interrompere le immersioni, perché continuare a immergersi potrebbe causare gravi infortuni.

3. Mantieniti idratato bevendo regolarmente acqua o integratori salini. Occhio, quindi, ai segni della disidratazione: vertigini, mal di testa, crampi muscolari, stanchezza, secchezza delle fauci/bocca appiccicosa, urina di colore scuro, diminuzione dell’urina prodotta e, ancor peggio, tachicardia, polso debole, respirazione rapida, pressione sanguigna bassa, irritabilità e confusione, convulsioni, basso livello di coscienza.

 

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4. Controlla sempre il buono stato ed il perfetto funzionamento di tutta l’attrezzatura

5. Indossa Gav, doppio erogatore, manometro e coltello; anche se usi il computer, porta con te profondimetro, orologio e tabelle.

6. Immergiti sempre in condizioni meteo-marine favorevoli, con adeguata assistenza in superficie e in coppia. Usa la boa segnasub.

7. Immergiti entro i limiti del tuo brevetto. Evita profili ‘yo-yo’ e non trattenere mai il respiro durante la risalita.

 

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8. Risali a 9-10 metri al minuto di velocità, utilizza i modelli decompressivi più aggiornati e privilegia i più elevati livelli di ‘conservativismo’.

9. In caso di sospetta malattia da decompressione, va somministrato subito ossigeno al 100% con un erogatore adeguato e per il tempo necessario. Non tentare procedure di ricompressione in acqua.

10. Smettere di fare immersioni 24 ore prima di volare, o 12 ore se ci si è immersi solo una vota.

 

Fonte: Adnkronos

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