Simeu: gli over 80 in Pronto Soccorso aumentati del 60%

Share on Facebook0Share on Google+0Share on LinkedIn0Tweet about this on Twitter

Torna anche quest’anno la Settimana nazionale Simeu del Pronto soccorso, giunta alla sua terza edizione. Dal 21 al 29 maggio 2016, nelle principali citta’ italiane, medici e infermieri della Simeu, Societa’ italiana di medicina di emergenza-urgenza, organizzano incontri con i cittadini e simulazioni di attivita’ cliniche in pubblico per spiegare meglio le dinamiche dell’emergenza sanitaria e ascoltare le esigenze dei pazienti.

Il tema di quest’anno e’ il paziente anziano over 80. Il paziente anziano fragile.

I dati:  i pazienti con piu’ di 80 anni aumentano nei Pronto soccorso italiani al ritmo di circa 100.000 persone in piu’ ogni anno. È la stima di Simeu che dedica la Settimana nazionale del pronto soccorso a questo tema. Su un campione di 132 pronto soccorso presi in considerazione dalla Societa’ scientifica su tutto il territorio nazionale, i pazienti over 80 erano l”8% del totale nel 2005, il 10% nel 2010 e il 12% nel 2015. Partendo dal campione analizzato, Simeu stima che rispetto ai 20 milioni di accessi totali nei pronto soccorso italiani, l’incremento annuale, dal 2005 al 2015, si attesti intorno ai 100.000 pazienti anziani ogni anno, e che in dieci anni sia stato circa del 60%. Con un aumento di ricoveri pari al 50%.

Un trend che e’ prevedibile si confermi nei prossimi anni, tenendo conto della stima Istat 2007 che dava la popolazione dei “grandi vecchi” (over 85 anni) in aumento fra il 2007 e il 2050 da 1,3 a 4,8 milioni di persone.

 

Di cosa ha bisogno il paziente anziano fragile e che cure trova in pronto soccorso?

Il paziente con piu’ di 80 anni che si rivolge all’emergenza sanitaria si definisce “fragile” perche’ ha spesso un quadro clinico complicato, con malattie croniche, spesso piu’ di una, riacutizzate per un evento scatenante che costituisce la causa della corsa in pronto soccorso. Richiede quindi cure particolari, con competenze plurispecialistiche in un approccio che nella maggioranza dei casi comporta la necessita’ di un ricovero ospedaliero per necessita’ di un percorso di cura e non si esaurisce in pronto soccorso.

“In questi dieci anni- sottolinea Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu- la professionalita’ di medici e infermieri di Pronto soccorso si e’ radicalmente trasformata per rispondere alle nuove esigenze dei pazienti di un sistema sanitario nazionale in rapida e profonda trasformazione. Parallelamente alla nascita nel 2009 della Scuola di specializzazione in Medicina di emergenza-urgenza, da cui escono annualmente gli specialisti italiani dell’emergenza sanitaria, i professionisti del pronto soccorso sono in grado oggi di intervenire e stabilizzare pazienti complicati come il paziente anziano fragile, che spesso arriva in ospedale per la riacutizzazione di problemi cronici di salute, in un quadro di molteplici malattie di cui e’ portatore, tanto da rendere necessario un ricovero”. Spesso la situazione clinica e’ ulteriormente complicata da una situazione di disagio sociale che aggrava le condizioni di salute e soprattutto rende difficile la dimissione del paziente, che per condizioni di poverta’ o solitudine, frequentemente non ha una rete di sostegno che possa assicurarne una convalescenza sicura o una corretta prosecuzione delle cure. “Per questo il personale dei pronto soccorso anche al di la’ delle specifiche competenze sanitarie, si attiva con i servizi socio-sanitari del territorio, associazioni e istituzioni per costruire la rete con le strutture esistenti e che possano essere coinvolte sul singolo caso. Ma la situazione e’ ancora troppo diversa da regione a regione per poter garantire a tutti lo stesso servizio”, spiega ancora Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu.

Potrebbe interessarti...