Toscana, nel 2015 oltre 3000 accessi in Pronto Soccorso per violenza. Il progetto Codice Rosa

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Toscana, nel 2015 oltre 3000 accessi in Pronto Soccorso per violenza. Il progetto Codice Rosa

Nel 2015 sono stati oltre 3.000 gli accessi per “Codice rosa” nei Pronto soccorso della Toscana. I fatti di cronaca riaccendono i riflettori sul tema drammatico delle violenze sulle donne e sul femminicidio. In Toscana, funziona appunto dal 2012 il “Codice rosa”, un progetto per individuare le persone vittime di violenza che si presentano al Pronto soccorso, assisterle, perseguire gli autori. Il piano, tra l’altro, ha fatto da apripista a livello nazionale ed e’ servito da modello per molte altre Regioni.

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“Il progetto regionale contribuisce all’emersione del fenomeno dei maltrattamenti e abusi commessi nei confronti delle fasce deboli della popolazione: donne, ma anche bambini, anziani, persone vittime di abusi e discriminazioni sessuali”, spiega l’assessore regionale al Diritto alla salute e al Welfare, Stefania Saccardi.

“Il lavoro di squadra- aggiunge- che mette in rete tante competenze diverse come medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, magistratura, forze dell”ordine, associazioni, centri antiviolenza, si e’ dimostrato molto efficace nel far emergere gli episodi di violenza, dare sostegno alle vittime e perseguire i responsabili”. Nel 2015 sono stati, appunto, 3.049 (2.623 adulti e 426 minori) i casi che si sono presentati nei Pronto soccorso della Toscana: 2.877 per maltrattamenti (2.504 adulti e 373 minori); 147 per abusi (94 adulti e 53 minori); 25 per stalking (solo adulti). La casistica non riguarda solo le donne, ma anche gli uomini vittime di discriminazioni e violenze. Dall”inizio del 2016 nella Asl Toscana Centro e” partita una sperimentazione che ha migliorato e reso piu’ efficace il progetto, introducendo un servizio che consente di seguire e assistere sul piano sociale e psicologico le persone vittime di violenza che si sono presentate al Pronto soccorso.

La Regione ha destinato 70.000 euro per questa sperimentazione, prevedendo anche il proseguimento delle attivita’ formative a carattere regionale, per garantire la formazione del personale delle aziende che opera nell’assistenza, cura e tutela delle persone vittime di violenza nell’ambito del Codice rosa. “A partire dalla positiva esperienza della Asl di Empoli- spiega ancora Saccardi- abbiamo voluto potenziare il progetto, avviando questa sperimentazione di un anno sul territorio dell’intera Asl Toscana Centro”. È stato avviato, in proposito, riferisce Saccardi, “un servizio di secondo livello per l’emergenza urgenza sociale: un pronto intervento sociale e psicologico, rivolto specificamente a bambini e adolescenti, adulti, donne in particolare, diversamente abili e anziani, assicurando il raccordo tra le aziende sanitarie, i Comuni, le Societa’ della salute, per garantire la continuita’ della presa in carico, sviluppando e migliorando la funzione di raccordo tra i servizi socio-sanitari”. (Cap/ Dire)

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