Ddl sul fine vita. Silvestro: “Non solo medici, si parli di équipe assistenziale”

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Annalisa Silvestro

10/03/2017 – La senatrice Annalisa Silvestro sollecita la previsione di inserire in diversi punti dell’articolato il riferimento all’ “équipe assistenziale” e ai “componenti dell’équipe assistenziale” altrimenti mai citati nel testo del Ddl sulle “Disposizioni Anticipate di Trattamento” in Aula alla Camera la prossima settimana. Intanto è possibile sottocrivere una petizione.

Riunione Camera-Senato sul biotestamento. Ieri si è svolto un incontro tra alcuni componenti della Commissione Affari sociali della Camera e della Commissione Sanità del Senato sulle “Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)”.

Il Ddl dovrebbe approdare in Aula alla Camera la prossima settimana e l’incontro è servito per fare il punto sulle possibili criticità di un testo di per se delicatissimo.

Nello schema di provvedimento l’unica figura citata è, per ora, solo il medico stante la sua relazione peculiare con il paziente nel momento in cui deve indicare la diagnosi, la prognosi e le possibilità terapeutiche a cui le scelte del paziente possono essere collegate. Ma accanto al malato non ci sono solo medici: l’assistenza è effettuata da una serie di figure professionalmente importanti, che lo prendono in carico dal momento della diagnosi e per tutto l’iter correlato alla patologia e ai bisogni che ne derivano, fino alle cure palliative.

La senatrice Annalisa Silvestro, componete del Comitato centrale della Federazione Ipasvi e della Commissione Igiene e Sanità del Senato era presente all’incontro.

Senatrice, e gli infermieri?

Durante l’incontro ho annunciato e motivato l’invio alla relatrice, Donata lenzi (Pd)  di alcune integrazioni per meglio completare alcune parti dell’articolato proprio in questo senso.

 

Ci spieghi 

Dato atto della relazione peculiare del medico con il paziente per dare compiute informazioni sulla diagnosi, la prognosi, le terapie e i conseguenti effetti, ho chiesto:
• di inserire in diversi punti dell’articolato il riferimento all’ “équipe assistenziale” e ai “componenti dell’équipe assistenziale” altrimenti mai citati nel testo;
• di completare l’indicazione generica di “formazione del personale” inserendo la dizione  “formazione del personale sanitario e del personale di supporto all’assistenza sanitaria”;
• di prevedere che anche “il tempo della comunicazione tra paziente e componenti dell’equipe assistenziale costituisce tempo di cura” come già indicato nel testo per il tempo della comunicazione tra medico e paziente.

 

Tutti assolutamente coinvolti …

Si, la particolarità della situazione richiede l’impegno e il coinvolgimento di tutti i componenti dell’equipe assistenziale pur se con funzioni e peculiarità diverse. Il ddl sulle disposizioni anticipate di trattamento, inoltre, pretende una partecipata attenzione al proseguo dell’iter legislativo di tutti i professionisti sanitari, infermieri e medici in primis, in quanto anche chiamati a dare concreta coerenza alle loro norme deontologiche.

 

Quindi sul testo c’è ancora da lavorare

Il testo risente già di una serie di mediazioni, può essere sostenuto ma sarebbe auspicabile venisse integrato. Una vera criticità, a mio parere, è quella che ho detto: l’unica figura citata è unicamente quella del medico. Cosa corretta quando dobbiamo riferirci al suo ruolo precipuo, ad esempio nell’informare il paziente e riceverne il consenso, ma non in ogni momento del percorso assistenziale. È indubbio che, e senza togliere nulla alla sua figura, non opera da solo ma con altri professionisti che, come gli infermieri, definiscono autonomamente il piano assistenziale correlandosi a diagnosi, prognosi è prescrizioni terapeutiche.

 

Cosa andrebbe modificato secondo lei?

È auspicabile che il testo venga completato con quanto prima ho indicato e venga decisamente integrato nel punto in cui si scrive che il tempo della comunicazione tra medico e paziente è tempo di cura. Credo sia ineludibile che tale buona affermazione venga allargata anche ai componenti dell’equipe assistenziale. Di quale umanizzazione e importanza della relazione di tutte le figure sanitarie parliamo altrimenti? Allora, ho proposto alla relatrice che si aggiunga che anche il tempo tra paziente e componenti dell’equipe assistenziale “costituisce tempo di cura”. Ritengo che la stessa attenzione debba essere mantenuta lì dove si parla della pianificazione delle cure. Il testo prevede che qualora si debba pianificare il proseguo delle cure ci debba essere la condivisione tra il paziente e il medico. Tale pianificazione a cui il medico – ed io aggiungo: i componenti dell’équipe assistenziale – è tenuto ad attenersi se il paziente si trova nella condizione di non poter esprimere il proprio consenso o in una condizione di incapacità, deve prevedere anche la presenza del coordinatore dell’equipe assistenziale.

D’altra parte sono funzioni che gli infermieri già svolgono

Certo. Fanno parte della loro struttura professionale e sono specificamente indicate sia nel Codice deontologico attuale, sia nella bozza del nuovo Codice deontologico: L’infermiere assiste qualunque sia la condizione clinica e fino al termine della vita all’assistito, riconosce l’importanza della palliazione e del conforto ambientale, fisico, psicologico, relazionale, spirituale. Ma non solo. Secondo il Codice deontologico, l’infermiere tutela la volontà dell’assistito di limitare interventi che non siano proporzionati alla sua condizione clinica e coerenti con la sua visione di qualità di vita; quando l’assistito non è in grado di manifestare la propria volontà, tiene conto di quanto da lui chiaramente espresso in precedenza e documentato. Affermazioni che trovano riscontro nel Ddl.

 

Ha trovato consensi alle sue richieste, fermo restando che tutto sarà deciso in Aula?

Ho mandato le puntualizzazioni alla relatrice che mi ha ascoltato con molta attenzione. So bene che non dipende solo da lei.  Ma so anche che un mondo come quello delle professioni sanitarie, infermieri in testa, non può non partecipare al dibattito e far sentire la propria voce. Altrimenti le attuali riflessioni deontologiche non sarebbero altro che semplici esercitazioni semantiche.

 

Il Comitato centrale della Federazione nazionale Collegi Ipasvi sostiene il testo all’esame del Parlamento purché siano recepite le modifiche proposte dalla senatrice Silvestro.

Tuttavia, per rispetto alla pluralità delle opinioni, ha deciso di pubblicare sul proprio sito istituzionale l’appello sottoscritto anche da un gruppo di professionisti infermieri per sostenere l’approvazione della attuale proposta di legge sulle dichiarazioni anticipate e sul consenso informato. Il documento, indirizzato alla presidenza del Senato e della Camera, è nato all’indomani della morte di Fabiano Antoniani, un  caso che ha riaperto questioni etiche e giuridiche rilevanti. Sono riemersi infatti contrasti tra posizioni morali inconciliabili e si discute intorno a una legge come se si potesse risolvere il problema del cosiddetto “fine-vita” con l’eutanasia.

Fonte FNC IPASVI


DI SEGUITO IL LINK PER ACCEDERE ALLA PETIZIONE
http://petizionepubblica.it/pview.aspx?pi=IT81981

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