Dibattito sul rientro a scuola in sicurezza degli studenti delle scuole superiori. È sempre più urgente investire sull’infermiere di famiglia e di comunità

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Nel momento in cui anche a Bologna rallenta la corsa ai vaccini causata dalla riduzione delle forniture di Pfizer, si riaccende il dibattito che pone al centro la scuola.
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Sul rientro tra i banchi degli studenti più grandi “c’è caos” scrive sui social il Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che chiede al governo di fare chiarezza. Attraverso un post su facebook conferma comunque il rientro  in classe al 50% degli studenti delle superiori sottolineando che “questa incertezza va a scapito di alunni e genitori”.
Tante le voci che hanno preso parte al dibattito. Ieri su Il Resto del Carlino di Bologna Paolo Marcheselli, già provveditore agli studi di Bologna, sottolineava l’urgenza di passare dalle parole ai fatti “la scuola prima di tutto non è uno slogan ma un impegno solenne“. Accanto a lui il Professor Pierluigi Viale, direttore di Malattie infettive del Sant’Orsola nonché membro della cabina di regia regionale che facendo un bilancio sull’andamento del contagio nelle colonne del Corriere di Bologna interveniva puntualizzando “se il contagio continua saremo chiamati a fare delle scelte. Riaprire le scuole è un rischio che dobbiamo correre per i ragazzi. Tornare in classe è la prima occasione di socialità da recuperare“.
Al discorso pubblico prende parte anche Pietro Giurdanella, presidente dell’Ordine degli infermieri di Bologna che coglie l’occasione per rimarcare l’urgenza e l’importanza di investire sull’infermiere di famiglia e di comunità: un professionista che svolge attività trasversali di implementazione dell’integrazione con l’obiettivo di favorire l’attivazione e la sinergia tra i vari operatori sanitari, sociali e le possibili risorse formali ed informali presenti sul territorio utili a risolvere problematiche inerenti i bisogni di salute.
La scuola è una comunità fondamentale per lo sviluppo e la crescita della società. È importante averne cura e  oggi più che mai è necessario investire sulla figura dell’infermiere di comunità e di famiglia” sottolinea il Presidente degli infermieri di Bologna.

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