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Il 70,6% dei giovani è online, Unicef: “Serve prevenzione al cyberbullismo”

Il 70,6% dei giovani è online, Unicef: “Serve prevenzione al cyberbullismo”

Il 70,6% dei giovani è online, Unicef: “Serve prevenzione al cyberbullismo”
| giovedì 21 Febbraio 2019

(DIRE) Nel mondo il 70,6% dei giovani ha una connessione a internet. Per questo l’UNICEF in occasione del Safer Internet Day, sottolinea l’importanza della prevenzione al cyberbullismo e alle molestie digitali.

Tra gli 80 paesi presi in considerazione per realizzare l’analisi, sono numerosi quelli che superano abbondantemente l’80% dei giovani tra i 15 e i 24 anni connessi: addirittura, in Finlandia, Islanda, Lussemburgo, Malta e Slovenia risultano collegati a internet il 100% dei ragazzi. Seguono subito dopo il Regno Unito e la Corea del Sud con il 99,8%, il Portogallo e la Germania con il 99%, la Spagna con il 98%, la Francia con il 97% e infine gli Stati Uniti con l’85,2%. Se in questi paesi la connessione giovanile è più o meno totale, non è lo stesso per la Nigeria, in cui solo il 4,6% ne possiede una; in Bangladesh poi la percentuale si alza all’11,8%, in Pakistan al 18,5%, in Zimbawe al 25% e in Kenya al 29,7%. Quindi, mentre negli stati più ricchi il 94% dei giovani è online, secondo l’ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni), nei paesi più poveri la percentuale si abbassa. Nonostante questo, risulta comunque connesso più del 65% dei giovani. Un grosso passo avanti rispetto al ritmo di utilizzo di Internet da parte della popolazione a livello generale.

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LA SITUAZIONE IN ITALIA

Guardando al quadro italiano, i giovani online sono il 90,2% e tra questi l’analisi ha registrato che l’89,8% sono ragazze mentre il 90,6% sono ragazzi. Essendo le percentuali molto alte, anche la necessità di una seria prevenzione alle molestie online cresce: dai dati raccolti dall’UNESCO infatti tra il 5% e il 21% dei ragazzi, nei paesi ad alto reddito, sono stati colpiti da cyberbullismo, con un rischio maggiore quando si tratta di ragazze.

“Abbiamo ascoltato i bambini e i giovani del mondo e ciò che dicono è chiaro: internet deve diventare un luogo pieno di gentilezza. Per questo, per il Safer Internet Day, l’UNICEF sta invitando tutti, giovani e adulti, ad essere gentili online, chiedendo un’azione più ampia per rendere internet un posto più sicuro per ognuno”, ha spiegato Francesco Samengo, presidente dell’UNICEF Italia. Nel nostro Paese, una legge che si impone di lottare contro il cyberbullismo esiste: “A distanza di quasi due anni dall’entrata in vigore della legge sul contrasto del cyberbullismo (L.71/17), approvata in via definitiva dal Parlamento italiano il 17 maggio 2017, l’UNICEF Italia ne auspica una piena attuazione soprattutto in materia di prevenzione.

Prevenire gli atti di bullismo online è la nostra sfida più importante e impegnativa”, ha aggiunto Samengo. Proprio per questo motivo UNICEF Italia chiede che “venga implementato il Piano di azione per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo, previsto dall’articolo 3 della stessa legge”. La necessità della prevenzione e della lotta al cyberbullismo si sono palesati anche in seguito a un sondaggio realizzato tra i giovani: in cinque settimane sono state ricevute più di 1 milione di risposte da più di 160 paesi attraverso l’iniziativa svolta in tutto il mondo, #ENDviolence Youth Talks, condotta da studenti. Non solo, grazie a questa iniziativa sono stati presentati anche dei suggerimenti rivolti ai genitori, agli insegnanti, ma anche ai politici per tenere al sicuro i giovani online, identificando nella gentilezza l’azione più potente per prevenire tutti i tipi di bullismo.

Il cyberbullismo è un problema della società moderna da non sottovalutare, che può causare profonde ferite e svilupparsi in comportamenti dannosi come l’uso eccessivo di alcool e di droghe, o anche con l’aumento di assenza scolastica rispetto agli altri studenti.

In ambito scolastico infatti si è evidenziato che le vittime tendono ad avere voti più bassi, poca autostima, ma anche problemi di salute tanto da arrivare, in casi estremi, al suicidio. Questo perché il cyberbullismo ha tempi e mezzi sempre più veloci, può facilmente raggiungere un’audience molto estesa e può rimanere accessibile online a tempo indeterminato, “seguendo” virtualmente le vittime online per tutta la vita.

Quindi, in occasione del 30esimo anniversario dell’adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, l’UNICEF sottolinea l’importanza e la necessità di mettere i diritti dei bambini al centro delle politiche digitali: “30 anni dopo l’adozione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e la creazione del World Wide Web, è tempo per i governi, le famiglie, il settore accademico e privato di mettere i bambini e i giovani al centro delle politiche digitali,” ha sottolineato il Presidente Samengo. “Proteggendoli da ciò che di peggio internet può offrire e espandendo l’accesso al meglio, possiamo aiutare a cambiare positivamente per sempre l’equilibrio”, ha poi concluso.

Fonte www.dire.it

 

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