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Bologna, Infermieri e medici insieme: una task force per il futuro del Servizio sanitario

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Quattro testimonianze. Un’infermiera, Stefania Dal Rio, e poi due medici – uno al lavoro in ospedale e uno sul territorio – e un ricercatore. Ma della professione infermieristica, in realtà, hanno parlato tutti. Di quanto sia cambiata in questi 40 anni, del ruolo che riveste oggi, dell’importanza dell’integrazione, del suo essere uno dei pilastri del sistema sanitario.

È stato un momento importante quello che ha aperto – subito dopo “Ogni giorno”, il video di testimonianze raccolte tra gli operatori – gli ‘stati generali’ della sanità bolognese. Un incontro dedicato a ragionare insieme del futuro dell’intero sistema in occasione dei 40 anni del Servizio sanitario nazionale che, in un Auditorium gremito, ha visto la presenza dei vertici di Regione, Comune e Università oltre all’Arcivescovo di Bologna.

La foto del presente – prima delle riflessioni sul futuro – è stata affidata, come accennato, a quattro testimonianze. Stefania Dal Rio, lavora sul territorio, dove ha picchiato il sisma, per conto di Azienda Usl. “È stato un evento drammatico – ricorda – che paradossalmente ha riacceso i valori: ci ha privato delle case e delle strutture in cui si lavorava, ci ha tolto il senso di protezione e sicurezza, ma questo ha permesso la nascita di nuove relazioni, più forti e forse anche più efficaci”.

Sono crollate le case ed è “emersa forte la comunità che si è unita: erano venute giù tutte le barriere che ogni giorno viviamo” racconta Stefania, e questo ha aperto spazi per far emergere il nuovo o cose troppe volte dimenticate. “Abbiamo riscoperto – racconta – che i servizi li facciamo noi professionisti, ci ha insegnato a non lamentarci e a non dare le cose per scontato; ci ha aiutato a riscoprire la medicina delle carezze e del sorriso, che sono sempre a portata di mano”.

Una ‘lezione’ ripresa da monsignor Zuppi nell’intervento che ha concluso la giornata. “I muri, gli steccati – ha commentato – ci fanno star tranquilli, ci proteggono, ma questi confini strutturali ostacolano le relazioni. Il terremoto che li ha abbattuti succede tutti i giorni, in tutti gli ospedali: tante diagnosi, tanti momenti sono veri e propri terremoti che disarticolano i confini e che devono aiutarci ad abbattere la burocrazia e ad aprire nuove possibilità. La lamentazione è spesso un muro dietro cui continuare a fare gli affari propri: anche questa deve crollare”.

aaaaE l’importanza del mondo infermieristico, in questa sfida, è ritornato nelle testimonianze di tutti. “Siete voi medici e infermieri, insieme, i pilastri della sanità” ha detto Giuseppe Filardo, ricercatore al Rizzoli. “Qualche decennio fa – ha ricordato Marco Bonvicini, ex direttore di Cardiologia pediatrica, da novembre in pensione – il ruolo degli infermieri era tutt’altra cosa: poi è arrivata la laurea, la professionalizzazione e la situazione per fortuna è diventata più simili a quella di Paesi come l’Inghilterra, dove la stima per questa professione è altissima da sempre”.

E Sandra Mondini, medico di famiglia sulle nostre montagne, ha ricordato come tutto il panorama e anche il suo mestiere sia radicalmente cambiato in questi anni. “E oggi la collaborazione con gli infermieri è fondamentale. Io dico sempre che insieme siamo una task force magica, è un rapporto che quando è corretto fa crescere entrambi, a partire dall’esperienza dell’infermiere domiciliare”. Un rapporto che deve crescere, oltre gli steccati, nel rispetto delle reciproche professionalità. E che può garantire altri 40 anni di sviluppo al nostro Servizio sanitario, a Bologna come nel Paese.

Per approfondire

L’intervento del presidente della Regione Stefano Bonaccini

L’intervento del presidente della CTSS Giuliano Barigazzi

L’intervento dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Sergio Venturi

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